Spunti di riflessione dai grandi maestri:
"La felicità consiste soltanto nell'immaginazione"
Wolfgang Amadeus Mozart
sabato 29 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
La Biblioteca musicale di Noteinviaggio
La Biblioteca Musicale di Noteinviaggio
Titolo: La musica sveglia il tempo.
Autore: Daniel Baremboim.
Casa Editrice: Feltrinelli, Milano 2007.
“In musica, come nella vita, possiamo parlare davvero solo delle nostre reazioni e delle nostre percezioni. E se provo a parlare della musica è perché l’impossibile mi ha sempre attratto più del difficile.”
Così Baremboim introduce il suo ultimo libro, un testo destinato non solo a musicisti o a musicofili, ma più in generale a tutti coloro che riconoscono una corrispondenza evidente tra la musica e la vita. Nel libro, il grande pianista e direttore d’orchestra tra i più famosi e applauditi al mondo, auspica la consapevolezza di una “intelligenza dell’orecchio pensante”, che guidi nel proprio agire quotidiano, come nel saper eseguire o ascoltare un brano musicale. Ad esempio la finitezza del suono, il suo essere effimero e condizionato ad una certa scansione temporale che ha un inizio e un termine, ma al tempo stesso l’infinità delle sue possibili interpretazioni, vengono messi in relazione con situazioni e contesti socio-culturali in cui i nostri comportamenti potrebbero regolarsi come in una grande partitura della vita, e allora ecco che il rispetto dell’altro, l’autocoscienza di esseri imperfetti e finiti, ma ricompresi in un piano infinito, il sapersi porgere in atteggiamento aperto e “d’ascolto”, diventano nuovi modi di relazionarsi all’esistenza e al mondo che ci circonda, prendendo spunto dall’equilibrio e dall’armonia interiore della musica.
La seconda parte del libro è dedicata alle proprie sensazioni, emozioni e ricordi riguardo la West-Eastern Divan Orchestra, insieme orchestrale fondato nel 1999 con Edward Said formato da giovani musicisti israeliani e palestinesi insieme. Baremboim dimostra di aver riconosciuto alla musica il potere universale di linguaggio comune, di forza dirompente che spezza e distruggere barriere ideologiche, politiche e culturali, in nome del rispetto dell’altro, dell’accoglienza della diversità come fonte di ricchezza e di miglioramento, sublimando nella musica stessa il meglio di ciascun individuo.
L’aver creduto in questo progetto, portando avanti per anni e in diversi paesi i propri ideali, ha valso a Baremboim l’onorificenza in Giappone del Premio Imperiale per la Cultura e le Arti, nonché la nomina ad Ambasciatore delle Nazioni Unite per la Pace dal Segretario generale Ban Ki Moon.
Come il viaggiatore dall’atteggiamento aperto e disponibile verso le culture che incontra e conosce, così l’autore sostiene una “saggezza dell’orecchio” che viene proprio dal saper ascoltare se stessi e gli altri con atteggiamento propositivo, così come chi suona in orchestra deve ascoltare se stesso, ma anche gli altri musicisti per potersi mettere in relazione con l’insieme, e così come il solista deve sentire la propria interpretazione, ma nello stesso momento considerare dentro di se tutte le altre interpretazioni possibili del momento musicale.
Baremboim ha saputo, con coraggio, discostarsi dalla figura di musicista tradizionale per operare attivamente a livello internazionale sul piano politico e umanitario, facendo della musica una nuova, pacifica bandiera.
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